
Castagna C, Manzi V, D'Ottavio S, Annino G, Padua E, Bishop D.
School of Sport and Exercise Sciences, Faculty of Medicine and Surgery, University of Rome Tor Vergata, Rome, Italy.
Lo scopo di questo studio è stato di valutare gli effetti del livello della massima potenza aerobica sulla capacità di ripetere sprint (calcolata come diminuzione della performance e tempo totale dello sprint) in giovani giocatori di basket. I soggetti erano diciotto giovani giocatori, con una buona condizioni fisica (età, 16.8 +/- 1.2 anni; altezza, 181.3 +/- 5.7 cm; massa corporea, 73 +/- 10 kg; V(.-)O2 picco massimo, 59.6 +/- 6.9 ml x kg(-1) x min(-1)). L’analisi della gara e dei tempi dei movimenti durante i match sono stati utilizzati per ideare un protocollo di capacità nel ripetere sprint (specifico per il basket) il quale consisteva in 10 ripetizioni di “shuttle run” (andata e ritorno) su una distanza di 15 m con un tempo di recupero passivo di 30’’. Le concentrazioni di lattato nel sangue pre, post, e 3 minuti post performance sono state rispettivamente 2.5 +/- 0.7, 13.6 +/- 3.1, e 14.2 +/- 3.5 mmol x L(-1). L’indice di fatica (FI) riscontrato è stato pari a 3.4 +/- 2.3% (range, 1.1-9.1%). Non sono state trovate significative relazioni tra il picco massimo V(.-)O2 e neppure tra FI o tempo totale degli sprint.
Una relazione negativa (r = -0.75, p = 0.01) è stata trovata tra i primi tempi degli sprint e la FI. I risultati di questo studio mostrano che il picco massimo V(.-)O2 non è un indicatore della capacità di ripetere sprint in giovani giocatori di basket. L’alta concentrazione di lattato nel sangue riscontrata al termine del protocollo di lavoro suggerisce l’utilizzo di questo mezzo di lavoro per costruire una tolleranza al lattato in giocatori di basket allenati
Versione integrale dell'articolo etratto da: Journal Strength Cond Res.2007 Nov;21(4):1172-6.