

Wharton J.; Wharton P., Stretching nuovo e rivoluzionario, Edizioni Correre, Milano. 2001
Oggi appare sempre più viva la dialettica scientifica circa i vantaggi derivanti dalla pratica dell’allungamento muscolare.
Tuttavia, con grande rammarico, si deve sottolineare come nella valutazione dell’efficacia delle varie proposte di allenamento, il mondo dello sport spesso risponda con le stesse modalità della contrazione muscolare (legge del tutto o nulla) e raramente cerca di evidenziare benefici e limiti di ogni proposta stessa.
Fatte salve alcune review in letteratura che affrontano con opportuna criticità tutti gli aspetti dell’allungamento muscolare, oggi gran parte degli addetti ai lavori sta mettendo in discussione lo stretching.
Purtroppo, causa una pessima informazione, raramente si stanno operando le corrette distinzioni tra tutte le metodologie di allungamento muscolare, evidenziando ambiti di utilizzo, protocolli, vantaggi e punti deboli di ogni approccio metodologico.
Il testo dei Warthon, invece, propone una interessante variante metodologica per l’allungamento muscolare con una serie di indicatori molto pratici che rivelano al soggetto che li esegue autonomamente di avere un feedback immediato e di comprendere il livello della propria flessibilità in ragione della posizione assunta.
Il testo sembra offrire interessanti spunti operati sia per coloro i quali lavorano con atleti professionisti, sia per coloro i quali rivolgono il proprio intervento agli atleti dilettanti: in modo particolare questi ultimi possono trovare validi suggerimenti sia in relazione allo sport praticato, sia in relazione alle principali attività occupazionali dell’individuo.
Prof. Italo Sannicandro
Ricercatore M-EDF/01 – Metodi e Didattiche delle Attività Motorie
CdL Scienze delle Attività Motorie e Sportive – Università di Foggia
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Gian Nicola Bisciotti, Il ginocchio. Biomeccanica, traumatologia e riabilitazione, Calzetti-Mariucci Perugia. 2007
isulta particolarmente arduo recensire un testo di Gian Nicola Bisciotti perché farlo significa dominare, almeno quanto l’Autore, spessore e numerosità dei concetti molto articolati espressi nel testo.
Risultando difficile tale operazione, è pertanto solo il caso di “segnalare” il lavoro che, partendo dalla descrizione delle strutture anatomiche presenti nel ginocchio, ne descrive le principali lesioni acute e da sovraccarico per delineare interessanti proposte di rieducazione post trauma.
Proposte operative che scaturiscono dalla profonda conoscenza e dalla pratica quotidiana con atleti di livello assoluto nell’ambito della F.C. Internazionale e del Kinemove Center di Pontremoli.
L’aspetto che sicuramente riveste maggiore interesse per il preparatore atletico è senz’altro il tema della prevenzione degli infortuni al ginocchio.
L’Autore ipotizza e propone una serie di valutazioni alternative (“il concetto di puzzle”) a quella isocinetica, spesso erroneamente considerata come esaustiva, con l’obiettivo di ottenere una serie di dati ed informazioni funzionali alla prevenzione dei traumi dell’arto inferiore.
Il testo, quindi, affronta l’analisi del cmj, gesto in cui l’atleta utilizza tutti i pattern di attivazione neuromuscolare, ed utilissimo strumento “diagnostico” sul campo: il preparatore atletico, attraverso i dati restituiti dalle pedane dinamometriche disgiunte capaci di