

a class="Text">E’ un momento storico per tutti i laureti in Scienze motorie. Il decreto legge, approvato lo scorso 24 gennaio 2006 dal Senato della Repubblica, è passato, con voto favorevole, in data 2 febbraio 2006, alla Camera dei Deputatati.
Il punto focale della nuova normativa, vale a dire quello che interessa tutti i laureati in Scienze motorie, così cita: ”Il diploma di laurea in scienze motorie è equipollente al diploma di laurea in fisioterapia, se il diplomato abbia conseguito attestato di frequenza ad idoneo corso su paziente, da istituirsi con decreto ministeriale, presso le università”.
D’ora in poi, grazie all’equipollenza, i laureati in Scienze motorie, potranno essere inquadrati in ambito sanitario, al pari dei loro colleghi fisioterapisti. Questo riposizionamento consentirà loro di lavorare godendo di maggiori spazi e ambiti di manovra: ad esempio potranno eseguire direttamente terapie strumentali sui propri pazienti (laserterapia, ultrasuoni) e presiedere i loro trattamenti, all’interno di percorsi di riabilitazione, sin dalle fasi iniziali.
La trasformazione della professione non sanitaria del laureato in Scienze motorie, in professione sanitaria, ha suscitato forti reazioni nel mondo della fisioterapia. Numerosi fisioterapisti sono scesi immediatamente in piazza, a Roma, dinnanzi a Palazzo Chigi, per sottolineare i rischi che potrebbero derivare dalla norma approvata.
Nonostante queste proteste, l’articolo è stato votato senza alcun emendamento presentato a Montecitorio. Ricordiamo che i laureati Scienze motorie non diverranno professionisti in ambito sanitario d’ufficio, dall’oggi al domani, ma che per fare ciò dovranno sostenere gli esami integrativi e il corso su paziente previsti dal percorso curriculare.