

Nella stagione sportiva appena trascorsa è stato sollevato il problema relativo alla numerosità degli infortuni in ambito calcistico maschile, mentre nessun accenno è stato fatto finora sulla medesima problematica, ma in ambito femminile.
Con riferimento al n.42 (2) del 2007 di Journal of Athletic Training, molto interessante risulta l’analisi condotta nel calcio femminile.
La possibilità di disporre negli Usa di un congruo numero di praticanti calcio femminile costituisce per la nostra realtà sportiva un indiscutibile vantaggio per poter prevenire infortuni.
Il calcio femminile in Italia non sembra infatti destare l’interesse della ricerca, così come invece meriterebbe.
A conferma di quanto già esposto in altre recenti ricerche epidemiologiche Randall e coll. (2007), riportando le modalità con cui si verifica la rottura del LCA, sottolineano come ben il 52.7% ed il 64.6% di tale infortunio si presenti per traumi da non contatto rispettivamente in gara e in allenamento.
Il 35.6% e il 19.5% si verifica per trauma da contatto con un’altra giocatrice rispettivamente in gara ed in allenamento.
Se si confrontano tali dati con quelli derivanti dal calcio maschile, si nota come la modalità da non contatto sia caratteristica dell’infortunio al LCA nelle donne rispetto agli uomini.
Tali peculiarità e specificità devono necessariamente essere considerate in sede di selezione e programmazione dei contenuti dell’allenamento a fini preventivi.
Traduzione a cura di Prof. Italo Sannicandro
Ricercatore M-EDF/01 – Metodi e Didattiche delle Attività Motorie
CdL Scienze delle Attività Motorie e Sportive – Università di Foggia