
Risposte fisiologiche acute e caratteristiche di movimento in due tipologie di allenamento con gare a campo ridotto in giovani calciatori
Hill-Haas SV, Rowsell GJ, Dawson BT, Coutts AJ.
University of Western Australia, Perth, Australia (e-mail: hillhaas.stephen@gmail.com).
Lo scopo di questo studio è stato quello di esaminare le risposte fisiologiche acute e le caratteristiche di movimento associate a partite a campo ridotto continue ed intermittenti(SSGs). Il regime continuo (SSGC) comprendeva 24 minuti di gioco (senza pause di recupero), mentre il regime intermittente (SSGI) prevedeva 4 ripetizioni da 6 minuti ciascuna con 1.5 minuti di riposo passivo (rapporto lavoro:riposo 4:1). Entrambi i regimi di allenamento sono stati attuati 3 differenti tipologie di SSG, i quali includevano partite 2 vs. 2, 4 vs. 4, e 6 vs.6. Sedici calciatori (età = 16.2 +/- 0.2 anni, altezza = 173.7 +/- 2.1 cm, peso = 65.0+/- 2.5 kg, VO2max = 54.8 +/- 0.7 ml x kg-1 x min-1) hanno partecipato allo studio. La frequenza cardiaca (HR) è stata misurata ogni 5 secondi nel corso di ogni gara (SSGs).
La percezione globale dello sforzo (RPEs) è stata registra al termine di ogni gara utilizzando la scala di Borg (RPEs, 6-20). Campioni di sangue sono stati prelevati a riposo entro 5 minuti dal termine di ciascuna gara. Le caratteristiche di movimento sono state misurate utilizzando un sistema di posizionamento globale portatile.
Non ci sono state differenze significative tra SSGC e SSGI sul totale della distanza coperta o sulla quantità di cammino, corsa lenta, e corsa a velocità moderata. Tuttavia i giocatori hanno percorso una maggiore distanza alla velocità tra 13.0-17.9 km/h, una maggior distanza ad altissima velocità, e un maggior numero di sprint totali (>18 km/h) eseguendo il SSGI confrontato con SSGC.
Di contro, la percezione globale dello sforzo e la percentuale della frequenza cardiaca massimale è risultata significativamente maggiore nel regime continuo rispetto all’intermittente. Entrambi i regimi di allenamento possono essere utilizzati durante la stagione agonistica per allenare le capacità aerobiche specifiche. Tuttavia i regimi di allenamento analizzati in questo studio sembrano non provvedere ad un sufficiente carico stimolante per un completo sviluppo del Vo2 max.